parto per una settimana. scappo dalla città.
ci si rilegge tra una settimana o poco più.
quando finirà l'effetto dei calmanti, tornerò a esprimere la mia felicità ballando tra le antenne sui tetti e suonando il gong vestita da bonzo.
FUMETTO INTERNATIONAL
a cura di Fausto Colombo e Matteo Stefanelli
bella esposizione sul fumetto, poteva essere meglio ma poteva anche essere peggio per cui un bel sette non glielo leva nessuno.
spremersi gli occhi su tavole e tavole di fumetti con 30 gradi all'ombra non è il massimo, ma sono contenta di esserci andata - se non altro per l'allestimento che è un'opera d'arte a se stante, e per i volumi di fumetti, dai quali sono tratte le tavole esposte, offerti in libera lettura al termine del percorso (con annessa addetta sospettosa antitaccheggio che spunta dal nulla e controlla minacciosa ogni tuo movimento)
solo che non ho capito bene una cosa, lo so che sono ignorante, ma la presenza di disegnatori italiani per un 70% dei lavori esposti indica che l'italia è la culla del fumetto o che i curatori erano di parte? boh.
ELFEN LIED
Lynn Okamoto
che dire... un anime che non mi ha lasciata del tutto insoddisfatta - nè fisicamente sofferente come PARANOIA AGENT. per una volta, non mi trovo d'accordo con la solenne stroncatura decretata da Ellychan sul suo blog... ELFEN LIED è un po' assurdo, certo, ma ha un buon intreccio e non lo trovo particolarmente pornografico e anzi l'accoppiata tra disegnini shojo e teste svitate tra fiotti di sangue crea un contrasto che me gusta... sarò perversa anch'io?
come ho detto, la serie ha parecchi buchi di sceneggiatura e assurdità palesi, diciamo che hanno provato a imitare EVANGELION ma l'effetto è degno giusto di un'anime night su MTV...
la storia a grandi linee la riassumerei pressappoco così: due amabili cuginetti sono ostacolati nel tentativo di consumare incesto dal fatto che, solo perchè hanno casa grande, si caricano tutti i disperati che incontrano, e cioè: una barbona quattordicenne traumatizzata, un cane fedifrago e due armi di distruzione di massa viventi, che però so' tanto carucce e quindi non danno a vedere di essere sterminatrici della razza umana. anche i due cugini ci si mettono di impegno: non guardano TG, non leggono giornali, lasciano la stanza appena tutti attaccano a parlare proprio di quello e non si fidano della polizia per cui fanno di tutto per nascondere una bomba umana che soffre di amnesia e non sa di esserlo ( e per tutto il tempo si esprime solo con irritanti NYU) e ogni tanto sbrocca, si fa la frangetta e fa fuori qualche passante. particolare menzione merita il protagonista maschile, che passa ignaro tra gli attacchi ormonali femminili e a frasi come: "vorresti palpare anche il mio seno" e "se io uccidessi altre persone, promettimi che mi ucciderai" fa gli occhioni e si dice "chissà che avrà voluto dire? Boooh!" e continua i suoi alterchi d'amore con la cugggina rompicazzo.
in questo cartone sulla diversità, l'amore, la ricerca di una casa e le teste svitate, la figura peggiore la fanno gli scienziati: maniaci complessati che per fermare una bomba umana ne liberano una più potente, tutti papini e mammine amorevoli di qualche cavia che però non esitano a sottoporre ai più crudeli esperimenti tipo ranocchie di galvani, convinti che per salvare il mondo si debba sviluppare bambine pazze in grado di distruggerlo o in alternativa castrare l'umanità intera.
insomma, tutto ELFEN LIED non è all'altezza della propria sigla in latino e un intero pomeriggio a guardare pupazzetti giapponesini "taka taka uki uki ari gatoaa!" non è uno scherzo.
... però tutto sommato mi sono divertita.
IMPERIUM
Ryszard Kapuscinski
IMPERIUM è un reportage dei molti viaggi compiuti nei paesi dell'URSS da mister K (non riscrivo il cognome che mi è costato un crampo alla mano destra) ... ma è anche molto di più.
un viaggio appassionante, che arricchisce anche chi legge, nello spirito dei popoli, delle città, dei quartieri, dei mesteri, una riflessione sulla diversità e sullo scorrere della vita nei recessi del mondo (eurocentricamente parlando), sul dispotismo e sugli effetti del decennale impero sovietico sulle menti e sul temperamento delle popolazioni.
io ho quasi deciso: me lo compro! non posso privarmi del libro di un giornalista capace di parlare dei lager in modo lirico e sofferente insieme, che si dilunga curioso su episodi marginali ma alla fine essenziali, che parla per un paragrafo intero dei suoi compagni di viaggio in un pullman siberiano, tutti coperti e avvolti da coperte e cappotti, definendoli BOZZOLONI.
bozzoloni... quest'uomo è un genio.
LA DEMOCRAZIA DEL GRANDE FRATELLO
Noam Chomsky
LEXINTON LETTERS
le edizioni piemme dovrebbero essere incriminate per "titolo ingannevole"... se sto libro si chiama "lettere da lexinton" ci deve essere una ragione, NO??
una ragione è, ad esempio, che la raccolta di lettere che Chomsky ha scritto all'inizio degli anni novanta alla rivista LOOT (Lies of Our Times) NON parla della democrazia del grande fratello... certo, si parla del modo in cui l'informazione tratta i fatti quando questi sono a discredito degli USA (ovvero quando gli USA fanno assassinare oppositori politici e nemici dei regimi militari che sostengono, quando aiutano Israele a bombardare aerei e civili e Saddam a gasare curdi e iraniani, quando pongono il veto alle risoluzioni dell'ONU sul rispetto dei diritti umani, insomma fanno i cazzi loro come sempre) - tecnicamente, però il grande fratello non c'entra un cazzo, è lo specchietto per le allodole come me che quando vedono "Chomsky" non ragionano più.
non che non sia un gran libro, una raccolta di pezzi coraggiosi e precisi come nello stile di Noamuccio, con in più una buona dose di passione, che spesso negli scritti più ufficiali è sacrificata in nome di una maggiore obiettività ma che in queste lettere è davvero vibrante e accorata.
il problema è un altro, e lo ammetto sinceramente anche se me ne vergogno molto: io non so niente di panama, nicaragua, cile, indocina, libia, libano, honduras, san salvador - quanti della mia generazione "classe anni '80" ne sanno qualcosa? per non parlare di israele, iran ,iraq... prima di leggere LEXINTON LETTERS consiglio vivamente di farsi un ferrata cultura su TUTTI i conflitti nominati e sulla politica estera USA dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.
solo così noi vittime cornute e contente del sistema scolastico e della nostra pigrizia potremo apprezzare DAVVERO LEXINTON LETTERS. per ora, l'unico grande fratello alla nostra portata non è quello orwelliano...
PARANOIA AGENT
Satoshi Kon
Mōsō Dairinin
ebbene sì, ci sono riuscita! in un unico giorno mi sono sparata TUTTA la serie... i miei neuroni urgono ghiaccio secco e un film dei vanzina.
è una serie molto complessa, anche se non abbastanza rispetto a quello che vorrebbe dare a vedere. fatta molto bene, bei disegni, ottime animazioni e soluzioni molto interessanti per rendere vari disagi psicologici, come i visi deformati e la città immaginaria. un difettuccio può essere che si perde dei personaggi per strada e ha due episodi (l'8 e il 9) perfettamente INUTILI.
ci sono diverse interpretazioni del significato della serie, quella di wikipedia non mi soddisfa del tutto (non la linko perchè è piena di spoiler). si parla di disadattamento, di attaccamento per le cose sbagliate per dare un senso alla vita, della ricerca inutile di soluzioni facili e di fuga dalle proprie responsabilità... ci devo pensare un po' su.
...però DOMANI.
sto cercando di vedermi, scaricamento permettendo, PARANOIA AGENT, la serie animata degli stessi creatori di LAIN.
tanto per fare capire a cosa sto esponendo il mio cervello, ecco la traduzione della sigla jappo iniziale.
"che spettacolare fungo atomico nel cielo!
il pomeriggio degli uccelli che banchettano sui sentieri
fammi parlare con te
calcando il prato baciato dal sole
vedi, i sogni sono fioriti sopra le panchine all'ora di pranzo
abbi cura del fragore delle onde con il tuo cuore
vinci la tua depressione
allunga un ponte verso il domani
e non preoccuparti di cose come gli tsunami
che spettacolare fungo atomico nel cielo!
il pomeriggio degli uccelli che banchettano sui sentieri
i sogni crescono sopra le panchine all'ora di pranzo
un pomeriggio nasce dalla luce filtrata degli alberi."

geeeeee...
VIVA ZAPATERO!
Sabina Guzzanti
allora... premetto che ho visto una parte dello spettacolo RAI[ot] che la Guzzanti ha fatto a teatro e l'ho trovato, più che satirico, abbastanza rancoroso per non dire isterico... questo documentario è bello, interviste illustri (addirittura al mitico Luciano Canfora, l'unico grecista che il classico non mi ha portato a odiare...), montaggio coerente, però soffre dello stesso difetto dello spettacolo: la Guzzanti si è incazzata come un picchio e mo' gliela fa pagare!
certo, si parla di libertà di informazione, i comici di tutto il mondo ci dicono quanto stiamo messi male perchè nel loro paese invece bla bla, i dirigenti rai scappano per le strade facendo scena muta... niente che non avessi già visto e sentito e comunque spacciarmi Santoro per un paladino della libertà di opinione - ho sempre sperato che qualcuno lo cacciasse e ha dovuto farlo proprio Silvio... cazzo - che fa gli occhioni e dice: "ho cercato in tutti i modi di riavere il mio lavoro"... ma VAFF...
VIVA ZAPATERO! concettualmente è una cosa simile a PERCHE NON SONO CRISTIANO di Bertrand Russell (la Guzzanti mi ringrazi... ) : comincia come pamphlet contro il cristianesimo e dopo due pagine Russell sputa fuoco e fiamme perchè la chiesa lo ha scomunicato... sono cose utili, ma spacciate per servizi all'umanità quando i loro motivi sono biecamente, santamente PERSONALI.
PS: poi dai, voglio dire... la gente che spinge per entrare a teatro e vedere lo spettacolo censurato in tv con sotto i violini a palla stile "riconquista della libertà negata"... a Sabi', e regolati, te credi di essere Braveheart?
LA SICUREZZA DEGLI OGGETTI
Rose Troche
THE SAFETY OF OBJECTS
la critica non gli ha reso giustizia, è un film fatto bene, che non annoia, incentrato sulle vite di un gruppo di vicini che scorrono incrociandosi di tanto in tanto, e con in comune, appunto, la "sicurezza degli oggetti", dell'attaccamento cieco a qualcosa che faccia avere un senso alla vita.
è ok. bella anche l'intervista realizzata da minimum fax, editore del libro omonimo di A.M.Homes, alla regista, che tra l'altro alla fine dice molto carinamente che Glenn Close ha accettato la parte per disperazione....
X MEN 3
Brett Ratner
Brian Singer, Brian Singer, perchè ci hai abbandonati (per girare SUPERMAN)? Ti perdono, perchè non sai quello che fai... o no?
mettere il regista di THE FAMILY MAN (!) e di quel merdoso RED DRAGON a concludere la trilogia degli XMEN ha inevitabilmente appiattito l'ultimo episodio, che non è curato nè complesso come i primi due e ha un buon 70% di botti ed esposioni che si sarebbero tranquillamente potuti evitare. Qualche personaggio perso clamorosamente per strada, qualcun altro pescato da chissà dove, scazzottate piene di contorsioni ma non tanto chiare (perchè Tempesta si fa gonfiare come una zampogna dalla mutante tatuata per tutto il tempo per poi farle un culo così negli ultimi cinque minuti? in base a quale logica??), un finale vomitevole, bravo Brett, complimenti, bravo, davvero, congratulazioni!
'fanculo.
... e anna paquin è sempre più brutta...