24
(prima serie)
joel surnow, robert cochran
disclaimer: 24 dà dipendenza. e fu così che, dopo aver regalato a mio marito il cofanetto con i DVD della prima serie all'unico scopo di scrollarlo da rete4 la domenica sera, mi sono ritrovata incollata alla TV, in preda al tifo da stato per jack bauer.
la prima serie di 24 ha delle contraddizioni, certo. i personaggi principali sono vittime di una sceneggiatura alla SENTIERI: ieri eri buono e sei tutto occhioni e sospiri, oggi sei in forse e fai le facce strane, domani sarai il gano di maganza del puntatone e sai già che dovrai tirare fuori i ghigni satanici. la scelta di kiefer sutherland (il maniaco-archetipo) nella parte del buono, poi, porta alla morte indiscriminata di tutti gli ostaggi che gli passano per le mani e che fa secchi troppo presto con la scusa di convincerli a parlare. certo, bisogna pure capirlo: è un poliziotto un po' sfigato che deve salvare il mondo in un giorno, mentre la moglie lo tempesta di telefonate ansiose "dove sei? vieni subito! vorrei che fossi qui!", la figlia va a sinistra quando le si dice di andare a destra, la sua collaboratrice più stretta contesta ogni suo ordine e c'è da firmare un modulo in triplice copia pure per torturare i sospetti. cioè, scherziamo?
avrete capito che mi sono divertita. gli episodi sono veloci, coinvolgenti, divertenti (le parti in cui gli ostaggi schioppano mentre jack prega loro di non morire con la sega elettrica ancora in mano sono da oscar) e fatti da dio. i terroristi non sono islamici (ancora), ogni tanto crepa qualcuno che non ti aspetti e la solita macchietta del negro buono (palmer) alla fine si digerisce pure. se ho dimenticato qualcosa, c'è elly.
SICKO
michael moore
da qualche tempo a questa parte si levano reazioni schifate al nome michael moore, le stesse che ultimamente si accompagnano a beppe grillo. "è demagogico", "è populista", "è un ignorante", ricorre ad argomenti di "facile presa".
in effetti, la sanità pubblica è un argomento di facilissima presa, specialmente per chi non ce l'ha. e moore (come grillo) è demagogico, sì, è vero, è un gabbibbone: ma non dimentichiamo che si rivolge principalmente all'americano medio, un grassone che gira sempre in nike numero 45 e cappellino (come lui, del resto), anestetizzato dal wrestling e dai mars formato famiglia. che dovrebbe fare, mettersi a declamare yeats?
SICKO è un film-documentario (è in voga l'orribile neologismo mockumentary ma non aspettatevi che lo usi se non sotto tortura) con limiti indubbi, che saltano gli occhi a qualsiasi europeo non anestetizzato dai telegionali di stato e dai croissant formato famiglia. ma gli intenti sono nobili, lo slancio anche, e probabilmente, magari è triste ma è così, moore è destinato a far riflettere più persone di quanto non faccia habermas.
dai, avanti, di tutti voi radical chic che storcete il naso, qualcuno mi parli di Die Einbeziehung des Anderen. Studien zur politischen Theorie SENZA ricorrere a wikipedia, come ho dovuto fare io per scriverlo. beh?
CHILDREN OF MEN
alejandro gonzales inarritu
ho un debole per la distopia, e devo dire che quella in CHILDREN OF MEN è fatta davvero da dio. dico davvero. pensavo di trovarmi davanti un film burino, invece CHIDREN OF MEN è da vedere e rivedere, perchè è un'opera realizzata con una cura maniacale del dettaglio e perchè è davvero completa, c'è tutto, oltre a qualche scena che leva il fiato, non so ancora se positivamente. non avrei mai pensato che potesse uscire qualcosa di simile da uno che ha diretto miguel bosè. dico...miguel bosè!
dai, lo sapete che quando recensisco non sono incline all'iperbole (ma anche sì) però stavolta fatemelo dire: CRISTO!
insomma, più passano i giorni e meno mi va di scrivere commenti su quello che ho letto quest'estate: quello che è stato è stato, no?, per cui tanto vale concentrarmi sul presente e carpire il diem.
mi limito a una scarna lista, il Fantasma delle Letture Passate:
I SEGRETI DI ROMA, corrado augias, una sola parola: zeppo;
A PASSO DI GAMBERO, umberto eco, micidiale ma dopotutto piacevole;
SESSO ALIENO, a.a.v.v., da non esibire in luoghi pubblici ;
AL DI LA' DELLA NEVE, rosario esposito la rossa, interessante, ci sono gli estremi per considerarlo uno scrittore in erba;
VIVA LA MUERTE, arrigo "a noi!" petacco, la rece la trovate qui;
COME SI DIVENTA SCRITTORI, wallace stegner, breve ma fulminante;
TRE CANTI FUNEBRI PER IL KOSOVO, ismail kadare, tre racconti minori di uno dei più importanti scrittori albanesi;
MONTEZUMA AIRBAG YOUR PARDON, Nino G.D'Attis, da evitare, non vale nemmeno il tempo buttato a scaricarsi l'e-book;
LE BELLE STORIE SI RACCONTANO DA SOLE, f.s.fizgerald, raccolta di citazioni che non aggiunge niente di nuovo, classica lettura "ma anche no";
A RISCHIO, patricia cornwell, la cornwell lo ha scritto in un quarto d'ora sulla tazza del cesso, per riempire il buco tra un best seller e l'altro;
IL COLORE DEL SOLE, andrea camilleri, non è che ne sentissimo il bisogno impellente ;
SCRIVERE NARRATIVA, edith wharton, imprescindibile, un classico misconosciuto;
CONCEPTS: MODA, a.a.v.v., interessante, come tutte le antologie di esordienti spazia dal racconto interessante a quello stupendo alla spazzatura.
ho già parlato diLA DONNA CHE DISSE NO e UNA VIRTU VACILLANTE, quindi dovrebbe essere tutto... venga pure il Fanstasma delle Letture Future a visitarmi, sono pronta ad accoglierlo con le armi in pugno.
V for VIULENZA
allora, sono stata al VDAY, e ne ho tratto qualche considerazione, interessante ma anche no... poi al ritorno lo sguardo mi è caduto su un cartello che pubblicizzava ei concerti di musica classica: "ma quale rock... meglio il barock!" e ho avuto la sensazione di un'apocalisse imminente, un po' come PKD che a un distributore di benzina si è reso conto di trovarsi nel primo secolo dopo cristo... questo è AH!
continua anche il resoconto delle mie letture delle vacanze: trovate QUI la rece di !VIVA LA MUERTE! in cui vomito improperi tipo bambina dell'esorcista.
LA DONNA CHE DISSE NO
soazig aaron
LE NON DE KLARA
non è la lettura più adatta da fare in spiaggia, ma tant'è...
romanzo in teressante, un punto di forza è la lunghezza non eccessiva e negli interrogativi lasciati aperti, molti dei quali morbosi, ai quali per fortuna non viene data soddisfazione nel racconto-diario sincopato.
ecco, forse è quel sincopato che ogni tanto perde colpi, e cede il passo a dialoghi-monologhi un po' pesanti, che nel delirio del sopravvissuto nascondono la trappola del tutto e niente e tolgono chiarezza al discorso dell'autrice.
anyway, da rileggere. magari la prossima vacanza.
CUBE ZERO
ernie barbarash
diciamo che CUBE da solo aveva già detto tutto. HYPERCUBE era un simpatico divertissement non del tutto riuscito e questo CUBE ZERO, più che un prequel, è una variazione sul tema di poche pretese.
buona la scelta di metterci dentro una politica solo nominata di striscio, senza inutili distopie già sentite. pessima quella del vilain sciancato, sanguinario e coll'occhio de vetro... e deboluccio il finale che sorprende quanto quello di un dylan dog: encefalogramma piatto.
ma il CUBO è sempre il CUBO, e solo il suo incomparabile fascino sinistro regge tutto.
UNA VIRTU VACILLANTE
yukio mishima
BITOKU NO YOROMEKI
lo so che mi ripeto. per cui non mi soffermerò sull'eleganza, sulla levità, sulla sensibilità delicata e insieme spietata della narrazione di mishima.
UNA VIRTU VACILLNATE non aggiunge poi molto al tema borghese di MADAME BOVARY, comunque è un piacere farsi condurre da un centopagine di dialoghi rarefatti, in cui il ritmo è scandito dai moti e ripensamenti della protagonista (un ottimo ritratto di femminino "vorrei ma non posso").
inoltre, per una volta, complimenti alle edizioni MONDOLIBRI, solitamente scrause da far piangere,: un risvolto di copertina interessante, buona traduzione della oreglia, appendice con biobibliografia e tavole fotografiche - in cui il "conservatore decandente" mishima sfoggia un fisicaccio alla jet li niente male.
A VOLTE RITORNANO
... e sono cazzi amari, come recitava il titolo di un vecchio cortometraggio della PLATOON CENTURY FOX (in cui la sottoscritta interpretava lo zombie vendicativo in tunica nera, sandali e cerchietto).
un mese con le valigie in mano è un po' troppo, più che a ferie iniziava a somigliare a una deportazione. in ogni caso, sono tornata, carica come non mai, e con un mese arretrato di recensioni da inserire nel blog.
ne vedremo dele bele! ae bufisimo!